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Tempo con i figli: quantità o qualità ?

Tempo con i figli: quantità o qualità ?

Un cruccio per i genitori e la fonte delle loro ataviche lotte è il dilemma che li consuma dentro: è meglio il tempo con i figli paritetico o quello che conta è la qualità del tempo che si dona ai propri figli ? Beh, la risposta potrebbe sembrare ovvia: il più tempo possibile con miglior qualità possibile fatta di un’affettività spontanea e rasserenante !

Purtroppo, però, l’esperienza separativa non permette questo. Nel corso della mia esperienza professionale mi sono accorto, trattando casi a tutte le latitudini del nostro Paese, che molto spesso quello del tempo paritetico a tutti i costi rappresenta più una forma di rivendicazione di genere piuttosto che un concreto fondato pensiero. Mi sono trovato spesso innanzi a genitori più determinati ad ottenere un risultato processuale che perseguire il miglior risultato per i propri figli consapevoli che nemmeno sarebbero stati in grado di rispettare tempi paritari di frequentazione proponendo come soluzione alle mie perplessità una babysitter o l’anziano genitore, anche se portatore di patologie non in grado da renderlo adeguato al compito.

Non sono mai stato d’accordo. Non sono mai stato d’accordo per il semplice motivo che sostengo (e l’ho sempre sostenuto) che non è possibile imporre standard in un mondo così variegato e diverso delle famiglie ognuna con il loro DNA. La miglior soluzione è quella che vede unicamente perseguire il bene del figlio a cui il genitore deve saper rinunciare a sterili rivendicazioni per poi parcheggiarlo da terze persone perché impegnato/a in orari di lavoro inconciliabili per il semplice fatto di voler a tutti i costi affermare il proprio diritto di genitore.

La scelta migliore la si compie solo se i genitori riusciranno veramente ad affrontare un cambio di prospettiva. Invito padri e madri a riflettere molto bene perché io sostengo (forse a torto o ragione non lo so) che i figli abbiano una sorta di diario personale nella loro mente in cui annotano ogni aspetto della loro vita di adolescenti, una sorta di memoria storica che poi un giorno si metteranno a rileggere a voce alta ed allora non esisteranno alibi perché saranno loro a giudicare chi e per come si sono comportati con loro.

È altrettanto chiaro che quella della “qualità del tempo” non può nemmeno essere un alibi per stare con i figli a piacimento “nel tempo perso”. Mi è capitato anche questo ed è stato immediatamente e decisamente cassato dal mio giudizio.

Non sono importante le ore che si trascorrono con un figlio ma “in che modo stai con tuo figlio”. Ci sei al 100% o con la testa altrove, caso mai alla riunione che avrai domani al lavoro o a qual problema che puoi sicuramente rimandare ma non riesci proprio a posticipare ?!

E poi, al di là del tempo, siete sicuri che riuscite ad avere un eloquio civile con la madre (o padre) dei Vostri figli o li rendete partecipi dei Vostri scontri verbali per mostrare quei muscoli che gonfiate nel momento meno opportuno ?

Fare il genitore etico significa comportarsi in modo tale da essere in primis a posto con tutto quello che dipenda da voi: nei comportamenti, nei compiti assegnati ed anche negli oneri economici per il mantenimento della prole. Certo: anche nel pagamento del mantenimento, perché è un onere che va a beneficio dei Vostri figli e non può essere il momento per alzare lo scontro che non si è in grado di gestire emotivamente. A cosa serve ? Al minore NO di certo.

Fate in modo di essere inappuntabili ed allora sarete veramente forti e soprattutto, nella condizione di poter pretendere comportamenti etici dall’altra parte e dettare le regole per un rapporto rispettoso del bene dei vostri figli madri e padri che siate. Qui il sesso non ha nessuna rilevanza: esistono padri pessimi e madri improponibili quando entrambi decidono di dare il peggio di sé.

Rispettate, innanzitutto, l’altro genitore senza cercare captio benevolentia: Il resto lo faranno i vostri figli con risultati che non mancheranno di sorprendervi.

Studio Legale Casale & Partners

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